canzoni segreteIl cofanetto digitale conterrà 21 brani (i 12 del nuovo album CANZONI SEGRETE ed i 9 del vecchio CHIAMALI TEMPI DURI REMASTERED) ed inoltre conterrà un digital booklet di 25 pagine che riassume la storia della band e comprenderà per intero i libretti digitali dei 2 album.

I 2 cd saranno comunque ordinabili nei negozi tradizionali a partire da metà febbraio.

«Abbiamo vissuto per anni rintanati in trincea, in pochi, lontani dal modo di vivere che avevamo inconsapevolmente adottato prima. Abbiamo atteso che passasse la tormenta, protetti da un muro di silenzi e filo spinato. Come soldati giapponesi nella seconda guerra mondiale, dopo il giorno numero 1119 non abbiamo più ricevuto notizie. Abbiamo riorganizzato le nostre vite, ci siamo dati da fare per nutrirci, coprirci, pensare, imparare qualcosa. A un certo punto abbiamo sentito dire che era morto il grande capo. Quando egli viene a mancare il colpo vale per tutti, non solo per la tua piccola, ma anche per altre grandi tribù. Vieni a sapere che alcuni l’hanno sotterrato ed altri l’hanno fatto santo. Da quel momento capisci di non avere più nessuno alle spalle, sai di essere solo, vai avanti. I rinforzi non arriveranno più. Non c’è la corrente, non riesci nemmeno a sapere dove si trova tuo fratello. Attendi, attendi, attendi finché a un certo punto ti rassegni e ti decidi a continuare da solo la tua ricerca.

Un giorno trovi nel bosco dei cuccioli e ti fanno pena. Questo cambia le tue prospettive. Da loro fortunatamente scopri che il giro appena concluso ricomincia e si ripropone di continuo.

Finalmente ti dedichi esclusivamente a vivere, annotando distrattamente su un libretto piccoli appunti. A volte provi a mettere la testa fuori, perché ne avresti voglia e perché avendo i cuccioli devi nutrirli. Ma anche gli altri esseri umani che incontri sono storditi da una tormenta forte e sempre più insensata.

Meglio continuare a pensare e rimanere nascosti, meglio aspettare di aver raggiunto la quota di mille appunti, pensando a chi verrà dopo di te.

Il sole dura poco ed il tempo scorre lento nell’inverno sotto le montagne. Puoi sentire crepitare il fuoco, a volte è possibile sentire il ticchettio di un vecchio orologio. Dell’assoluto silenzio si riesce a percepire lo spessore. Allora capisci che il tuo posto è un posto dove vale la pena di vivere.»

Esistono molti tipi di amore e i Tempi Duri in questo disco ne hanno presi in esame 11: a ciascuno di essi è infatti dedicata una traccia di del loro nuovo lavoro.

I Tempi Duri, band originariamente prodotta da Fabrizio De André e Dori Ghezzi per la Fado, nasce nella prima metà degli anni ottanta tra le città di Verona (città di 3 dei 4 musicisti della band) e Genova, città natale di Cristiano De André.

Il nome della band, in cui oltre a Cristiano militavano Carlo Facchini (voce ed autore di quasi tutti i brani), Loby C. Pimazzoni e Marco Bisotto è un omaggio ai Dire Straits. Sia nel loro primo singolo che nel successivo album Chiamali Tempi Duri, registrarono la canzone omonima Tempi Duri, un brano originale in italiano che, dal punto di vista musicale, ricordava Sultans of Swing. I Tempi Duri parteciparono, come gruppo di supporto, a tre tour di De André del 1982: tour invernale, tour europeo e tour estivo de L’Indiano.

Carlo Facchini conobbe Fabrizio De André durante l’incisione in studio del brano Una storia sbagliata. Colse quell’occasione per cantare dinanzi a Fabrizio le canzoni Tempi Duri, Regina di Dolore, Elena e Trenta Nodi (mai incisa). Lo fece nonostante il braccio sinistro infortunato e fasciato, accompagnato alla chitarra da Massimo Bubola. L’esibizione spinse De Andrè ad invitare Facchini in Sardegna con lui ed il figlio Cristiano. Fu in quell’occasione che germogliò il rapporto con Cristiano, sfociato poi nella nascita dei Tempi Duri e con l’entrata nel progetto dell’eclettico e talentuoso chitarrista Loby C. Pimazzoni e del batterista Marco Bisotto.

Inizialmente fu anche ipotizzato un duo Facchini – Cristiano De Andrè, ma quest’ipotesi tramontò quando Fabrizio De André e Dori Ghezzi decisero di produrre i Tempi Duri con la Fado, la loro etichetta discografica.

Il primo album inciso dal gruppo, intitolato Chiamali Tempi Duri (1982), fu anche l’unico disco di una band prodotta da Fabrizio De Andrè. A causa delle difficoltà nel reperire un bassista, fu Carlo Facchini a suonare un quattro corde fretless che si trovava in studio al momento delle incisioni. L’album vendette 40mila copie, un ottimo risultato per l’epoca. Il gruppo andò in tour con Fabrizio De André per tre volte. Facchini partecipò anche ad un quarto giro di concerti insieme a Massimo Bubola. Tutti e quattro i tour furono dedicati al disco L’indiano e si tennero dal 18 agosto al 13 settembre 1981, dal 24 gennaio al 21 febbraio, dal 2 marzo al 24 aprile (unico tour europeo di Fabrizio) e dal 4 agosto al 7 settembre 1982.

De André stesso li aveva proposti a Ravera per partecipare a Sanremo con il brano Tempi Duri. Dopo essere già stati ammessi, i Tempi Duri furono esclusi all’ultimo momento dalla competizione a causa di un particolare burocratico segnalato da un’etichetta discografica concorrente; la mancata incisione di un disco precedente a quello in concorso entro il termine del 31 marzo precedente la manifestazione.

Prima dell’album fu inciso un 45 giri contenente i brani Tempi Duri e In una notte così. Nell’anno successivo, il 1983, i quattro lavorarono con Mauro Pagani su un altro 45 giri contenente Jekyll e Gabbia.

I Tempi Duri, oltre a suonare in oltre 100 concerti, si esibirono anche in due edizioni del Festivalbar e presentarono i loro brani in alcune trasmissioni televisive, tra cui Mr. Fantasy condotto da Carlo Massarini, Azzurro 83 di Vittorio Salvetti, Tutti insieme con Gianni Morandi, Superclassifica Show condotto da Maurizio Seymandi, Discoring con Jocelyn, Domenica musica e due puntate di Blitz.

Nonostante il materiale per il secondo album fosse già stato composto, Carlo Facchini fu costretto a partire per la leva. Questo fatto fu anche preludio per lo scioglimento del progetto, avvenuto a luglio del 1985.

Dopo oltre 30 anni di blackout quasi totale (eccetto una brevissima reunion di due giorni allo Studio Metropolis per la registrazione del brano di Carlo Facchini “Con le nostre mani”), i Tempi Duri riprendono sorprendentemente la piena attività nel 2014, effettuando 3 uscite contemporanee in un solo giorno: quella del nuovo album Canzoni Segrete, la ristampa dello storico album Chiamali Tempi Duri (1982) remastered e la pubblicazione sul canale digitale del cofanetto CANZONI SEGRETE Deluxe Edition che racchiude entrambi gli album.

Etichetta SAIFAM

Facebook: https://www.facebook.com/tempi.duri.39

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