A quattro anni di distanza dall’ultimo disco di inediti tornano i Modena City Ramblers con il nuovo album “Mani come rami, ai piedi radici”, in uscita il 10 marzo per l’etichetta della band, Modena City Records, con distribuzione Believe, in cd e vinile a tiratura limitata.

A differenza dei loro ultimi lavori, i Modena City Ramblers in questa nuova avventura in studio fanno tutto da soli, con l’eccezione di un’unica collaborazione di grande prestigio: la band americana Calexico, che impreziosisce di sapori desertici l’ammaliante ballata “My Ghost Town“, cantata in inglese e punto di approdo tra orizzonti morriconiani, celtici e tzigani.
Se, nel doppio cd del 2013 “Niente di nuovo sul fronte occidentale” la band aveva dato vita a 18 tracce strettamente legate a episodi di cronaca ed eventi storici, in questi nuovi 13 brani non c’è alcun riferimento a espliciti contesti o avvenimenti attuali.
Resta invece tutto il mondo espressivo caro alla band, dove la poesia si accompagna alla verve istrionica del dialetto, ma anche dello spagnolo e dell’inglese; incroci che rispecchiano la voglia di conoscere e incontrare, musicalmente di sperimentare e intrecciare stili e linguaggi. Cosa del resto frequente nella storia della band, di cui questa formazione risulta la più longeva: Dudu, Robby, Franco, Fry, Massimo, Leo e Luca suonano insieme da sette anni, hanno all’attivo cinque album e suonato in più di cinquecento concerti.

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