Costruire ponti è la natura stessa della musica, che fornisce un mezzo di comunicaizone unico tra uomini e culture. Ma questo è solo uno dei motivi per cui Volker Goetze, il trombettista e compositore di fama internazionale nato in Germania ma ormani di casa a New York da anni, ha deciso di chiamare il suo nuovo album “Bridges”. «Mi hanno sempre affascinato i ponti. Ci sono molti ponti che amo, tra cui il ponte stradale a Saint-Louis sul fiume Senegal, così come quelli splendidamente costruiti di Parigi, Londra o quello della mia città natale: Colonia». Goetze è noto per la sua collaborazione con il virtuoso senegalese di kora Ablaye Cissoko: il loro album “Amanké Dionti” è stato un successo internazionale in particolare in Francia. Il suo obiettivo principale in questo album è quello di creare una fusione ancora più profonda e concreta tra le tradizioni dell’Africa occidentale e quelle del jazz. I riferimenti della musica di Goetze sono molteplici: dalle ritmiche ancestrali africane alle sonorità cubane, dal Funk-Jazz dei Brecker Brothers al groove degli anni Settanta. Ad affiancarlo in questo esperimento di fusione musicale ci sono il batterista Richie Barshay (da tempo al fianco Herbie Hancock), il clarinettista Oran Etkin e il pianista estone Kristjan Randalu, noto per il suo lavoro con Dhafer Youssef.

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