Gloria Turrini e Mecco Guidi sono ormai nomi consolidati e stimati tra i professionisti della scena musicale italiana che, contro ogni tendenza, partendo dalle radici del Blues lasciano contaminare il proprio percorso con altre sonorità, talvolta anche più moderne, di matrice black tra jazz di inizio secolo, gospel, soul e funk degli anni ’60 e ’70. La certezza è che le potenti note scure da contralto di Gloria Turrini, arricchite dalla sua forte e brillante personalità, fanno rivivere la musica d’un tempo attraverso uno spettacolo energico ed emozionante dove traspaiono dinamiche che vanno dal lato più romantico e dolce delle ballad fino ai groove più ipnotici del funk e del soul. Non è un caso che nel corso della loro carriera si siano rivolti a lei e alla sua incredibile voce molti professionisti come Andrea Mingardi, Max Gazzè, Giuliano Palma, Andy J. Forest e Jackie Allen. Analogo percorso professionale è quello intrapreso da Mecco Guidi, apprezzatissimo pianista e organista, con una carriera costellata di collaborazioni a fianco di Raphael Gualazzi, Mario Biondi, Cesare Cremonini, Marta High, Franco Califano e molti altri, dove ha avuto modo di contaminare anche situazioni di musica pop con il suo grande amore per il jazz e che – grazie al suo personalissimo stile – sta conquistando la sua vasta fetta di pubblico al di qua e al di là dell’Oceano. E’ questo il mix di caratteristiche che fanno di Gloria Turrini & Mecco Guidi una perla rara che sa sempre raggiungere il massimo durante le applauditissime esibizioni dal vivo, dove, ad accompagnarli si trovano spesso alcuni tra i migliori professionisti del settore. Tutte queste fondamentali esperienze, accumulate negli anni, confluiscono in “Damn Blues”, uscito per Brutture Moderne di Ravenna nel mese di settembre 2017, dimostrando la completa maturazione dell’artista. Gloria Turrini e Mecco Guidi al pianoforte, titolari di questo splendido album, con undici tracce dove oltre la metà sono brani originali, hanno scelto di impreziosire le registrazioni con diverse comparse e camei da parte di uno stuolo di ambìti nomi del panorama della black music italiana come Enrico Crivellaro (chitarra), Alberto Donati (basso), Luca Giordano (chitarra), Francesco Laghi (chitarra), Matteo Monti (batteria), JJ Muscolo (chitarra), Marco Pandolfi (armonica), Marco Pretolani (sax), Alessandro Scala (sax) e Lele Veronesi (batteria). Ancora una volta il blues si fonde ad altri generi per raggiungere non solo un pubblico più vasto, ma toccare anche corde emozionali difficili da raggiungere, dimostrando, se mai ce ne fosse bisogno, il suo valore interdisciplinare ed interrazziale. E ancora una volta una donna porta avanti un progetto originale e vincente, confermando – anche in questo caso – che solo insieme tutte e due le metà della mela possono diventare un gustoso e succulento frutto musicale.

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