Cambiando l’ordine dei fattori non cambia… ma se cambiamo i “fattori” cosa accade?
Come fai a cambiare i fattori? Vai da chi finanzia i terroristi e dici: “Smettetela brutti cattivi!”? Oppure fai firmare una petizione contro il radicalismo religioso e sfili con un megafono? I “fattori” di cui canto sono fuori dal nostro controllo; quella canzone, “Metopa”, è una presa d’atto della nostra condizione di formiche, di fronte agli elefanti che litigano. Uccidere gli “elefanti” sarebbe l’unica cosa sensata, ma quanti interessi bisogna smuovere? Inoltre, bisognerebbe che chi uccide gli elefanti, lo faccia davvero per la giustizia e riportare l’equilibrio… non per fregarsi le zanne e diventare a sua volta un despota.

Baghdad e le bombe intelligenti… la musica come “arma” non violenta di denuncia, è efficace?
Non lo so se sia efficace, visto i magici effetti di tutte quelle canzoni stile “We are the world”, praticamente nulla. Necessaria però sì. L’arte di denuncia serve a tenere sveglie le coscienze. Di per sé, la canzone resta un’esposizione di sentimenti, poi se qualcuno ne trae ispirazione per fondare un movimento umanitario, un’associazione benefica, o semplicemente compiere un’azione utile, allora a qualcosa serve.

Si può veramente raggiungere Sophia?
Io ci spero sempre di raggiungerla, è la meta finale del percorso. La sapienza è qualcosa di più della tanto agognata “verità”, si riempie di una consapevolezza che finalmente risponde alle domande fondamentali, superando le semplificazioni rassicuranti delle varie religioni. E allora vedremo se Kubrick e Clarke avevano indovinato, con la loro Odissea nello Spazio!

Un tuo pezzo “Marcella” è influenzato dalla pittura di E.L. Kirchner, come hai scoperto questo pittore?
In quinta superiore abbiamo affrontato l’espressionismo in storia dell’arte. Le parole del ritornello sintetizzano la lezione della prof che quel giorno mi aveva folgorato, mentre spiegava “Marcella” di Kirchner. “Lei sembra guardare l’avventore sfidandolo, consapevole del proprio destino. Il suo corpo c’è, ma lei è da un’altra parte.”

L’uomo odierno dorme ad occhi aperti?
Certamente. Come quell’immagine che gira sui social, del tizio che guarda un mappamondo in fiamme, seduto in poltrona con i pop corn. Non tutti gli uomini sono così ovviamente: quelli svegli sono tra le fiamme, da qui non li vediamo. E non hanno tempo di condividere la foto profilo con la bandiera della pace.

Utilizza solo tre parole per descrivere “La calma dei malvagi”, la tua ultima fatica.
Urgente, simbolico, umano.

Confini e sconfinamenti… odio o amore?
Tra odio e amore bisogna scegliere per forza amore. L’odio puro è una reazione ai torti subiti ed è parte dell’amore, mentre non è vero il contrario. La rabbia, quella seria e non l’isteria, è sempre parte dell’amore: nasce da un senso di ingiustizia da sconfiggere. L’odio non esiste, è assenza di amore, come il freddo non esiste, è assenza di calore. Chi sceglie l’odio, è come se prendesse il diserbante senza avere piante da proteggere… e allora se lo beve.

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