L’album “L’Eremita” è coprodotto con Raffaele Abbate. Canzoni per chi non si sente del tutto a posto nel mondo, per chi si sente sempre un po’strano e straniero, per chi oscilla tra il desiderio di partecipare, di esserci e quello di chiamarsi fuori da tutto ma alla fine cerca di costruire il suo posto nel mondo.

Musicalmente, si potrebbe dire che con “L’Eremita” la Nico ritrova la via per quel “gotico mediterraneo” che qualcuno aveva intravisto nei suoi esordi, aggiornandolo in un rock viscerale che si tinge di echi di blues, di psichedelia e di world music. Del resto nel background dell’artista c’è un po’tutto questo ma anche altro, c’è un’insopprimibile attitudine punk-noise che, seppure ormai notevolmente educata e dosata, a tratti riemerge, c’è l’amore per la parola cantata in modo visionario, in una linea ideale che va da Lucio Dalla ai CSI, c’è l’ossessione per l’abisso e l’elevazione in cui artisti come Nick Cave, Pj Harvey e Patti Smith sono maestri. E poi c’è il fascino per le radici, una suggestione che qualcuno definirebbe “popular” ma per lei è espressione di qualcosa di viscerale, legata alla memoria e forse a quello che si potrebbe junghianamente definire un “immaginario musicale collettivo”.

Etichetta: Orange Home Records

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