Stefano Sani studente di medicina dolce e sprovveduto, col suo viso perfetto ha una voce fresca limpida, senza ambizioni particolari; all’età di soli 20 anni debutta a Castrocaro col brano scritto da Zucchero Fornaciari (all’epoca semisconosciuto ma già attivo paroliere per Bongusto e Zanicchi) il titolo della canzone è “Un’altra atmosfera” .
Sani è presente a San Remo 1982 con “Lisa” brano scritto e prodotto da Zucchero. L’artista nell’aprile del 1982 viene invitato a partecipare al Festival Internazionale di Malta come rappresentante dell’Italia, ottenendo il secondo posto. Tv Sorrisi e Canzoni lo incorona come rivelazione del Festival.
Nell’estate dello stesso anno presenta il suo secondo 45 giri “Quando lei ritornerà”, ancora una collaborazione con Zucchero.
Nell’ottobre del 1982 conduce per Rai Tre “L’orecchiocchio”, un rotocalco musicale molto seguito.
A San Remo ’83 stavolta nella sezione “Big”, col brano “Complimenti” (sempre di Zucchero), che si classifica al settimo posto generale (quarto tra i “Big”). Il brano rimane in classifica per circa 4 mesi.
Altri brani di successo negli anni seguenti sono “Notte Amarena”, “Strano sentimento” e “Delicatamente in due”. Stefano Sani negli anni novanta si laurea al Dams di Firenze in Storia dello spettacolo e si dedica al teatro con testi come la “Mandragola” di Macchiavelli o, in tempi recenti, nel musical con “La surprise de l’amour” con Viola Valentino e Alex Belli.
Oggi è uno dei cantanti più sostenuti tra i fan nostalgici di “Ora o mai più”.

Stefano a Castrocaro avevi solo vent’anni, dopo fosti scelto subito dagli organizzatori di San Remo che erano lì presenti, che ricordi hai di questa ascesa rapida?
Ero un ragazzo semplice, sprovveduto, amavo la musica senza particolari sogni di gloria; ebbi la chance di incontrare Zucchero che nella folla disse “se devo scrivere per qualcuno scrivo per lui” senza nemmeno conoscermi. A San Remo, dopo la prima serata mi resi conto che non potevo più uscire dall’albergo; le cose erano cambiate velocemente…

Zucchero oggi superstar ha scritto per te tanto anche negli anni seguenti a Castrocaro che rapporto avevate?
Ottimo eravamo molto amici, stavamo negli alberghi in camera insieme per condividere musica e testi; è tanto che non lo sento purtroppo.

Chi ti ispira più severità fra i maestri di “Ora o mai più”?
Forse Marco Masini, è un amico ma è un po’ tecnico. Ho avuto la fortuna di aver accanto Marcella Bella; io amo cantare in modo istintivo estroverso, lei è una leonessa, non potevo chiedere di meglio. Da ragazzo ho sempre sognato di cantare con lei, amavo le sue canzoni, la sua voce. Quando ho saputo il meccanismo della trasmissione speravo in una donna e speravo in lei perché è una vera cavalla di razza. A volte mentre proviamo, sono in estasi nel sentirla. Lei mi riporta sulla terra, è una grande insegnante e ha una grande personalità.

Negli ottanta eri il bellissimo della canzone, avevi rivali?
No non ho mai sentito sentimenti di rivalità, anche con cantanti come Miguel Bosè alla fine si usciva insieme, al cinema, a cena.

Hai parlato coraggiosamente di momenti di grossa crisi nella tua vita. Chi ti è stato vicino?
La mia famiglia, le mie sorelle e i miei nipotini, mi son rifugiato nell’alveo familiare. Ho una famiglia fantastica, unita, è la mia forza.

Musicalmente, coi tuoi colleghi in gara con te nella trasmissione, chi senti musicalmente vicino?
Tutti direi Marco, Jalisse , Massimo, Valeria, Alessandro siamo tutti melodici o comunque melodico pop. Siamo un gruppo bello davvero, anche fuori dalla trasmissione.

La bellezza nello spettacolo crea più amici o nemici?
La bellezza è un lasciapassare ma crea un preconcetto. Il bello è s associato al frivolo da sempre. Nello spettacolo esiste pure questo preconcetto. Oltre all’aspetto bisogna andare al di là, crescere. Comunicare è fondamentale per far capire chi si è davvero per poi rimanere dentro alle persone che ci osservano.

Al tuo pubblico che gioisce del tuo ritorno cosa vuoi dire ?
Grazie, perché sto riscoprendo lo zoccolo duro dei miei fans. Ho lanciato un sasso e ho raccolto una memoria collettiva, un affetto verso di me che si era solo sopito, questo è bellissimo.

Grazie Stefano sei stato gentilissimo.

Grazie a voi Antonello

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