Alessandro Canino ha fatto cantare una generazione con  la canzone “Brutta”  portata a San Remo nel ‘92 . Oggi a “Ora o mai più” dimostra di avere una maturità ed una grinta veramente notevoli. Il pubblico non l’ha mai dimenticato.
Il suo viso sorridente e  l’aria da ragazzo umile continua a piacere.
 

 
Un bellissimo ritorno Alessandro, io, spesso, cantavo la tua canzone al liceo; che ricordi hai del tuo periodo d’oro? Ci dici delle cose belle e delle cose brutte del tempo?
Di belle cose ne ricordo  tante, emozionanti…anzi moltissime, quella più emozionante fu  il giorno dopo del primo San Remo;  folla intorno, interviste.  Io  tornai in albergo vidi delle  fans, delle ragazze e pensai che aspettassero  una delle una superstar internazionali ospitate dal Festival. Invece aspettavano me… io ero impreparato, ma son sempre stato molto  disponibile alle loro feste.
Anche successivamente mi è sempre piaciuto incontrare il pubblico. Anche le cose  brutte non son mancate, ma dopo però, perché i produttori mi hanno abbandonato da solo a continuare il percorso; anni difficili e ho fatto musica ma con difficoltà.

Nel 92 hai ricevuto il Telegatto  come rivelazione dell’anno; hai difeso le bruttine in un’epoca, gli anni ‘90, in cui impazzava la chirurgia ed il silicone; insomma non ti sembra di aver agevolato le pari opportunità?
 Mi ero portato avanti, anche  tante ragazze mi scrivono oggi  perché la canzone è un inno contro il bullismo, non esiste solo l’aspetto estetico ma fondamentale è il rispetto per la persona.
 
Hai avuto un’attività in cui hai aiutato dei ragazzi ad emergere, è una bella cosa davvero, ma i talent aiutano o bruciano velocemente i giovani artisti?
Ho cercato di aiutare i giovani ad esibirsi o a trovare spazi di scambio di opinioni sulla musica, l’ho fatto in uno spazio mio.
Se un ragazzo arrivasse al talent preparato, con una  cultura musicale, come noi ai nostri tempi con alle spalle anni di piano bar, sarebbe meglio. Oggi viene a mancare quell’esperienza e spesso si arriva giovani e non preparati e si viene dimenticati presto, il mercato è cosi…gli scopritori di talenti come Pippo Baudo  mancano e  mancano i talent scout che aiutano a crescere gli artisti, a migliorare ed a trovare delle strade .

 Tua figlia è apparsa in trasmissione solare come te. Quanto aiuta avere  una buona famiglia nelle difficoltà?
Diciamo che la famiglia aiuta nei momenti bassi, nelle piccole e grandi difficoltà ti responsabilizza e ti tiene con i piedi saldi a terra, poi ti supporta anche nei momenti belli. Per questo mi è piaciuto aver mia figlia vicina; lei è forse più solare di me.

La Bertè pare apprezzarti e tu stai tirando fuori un’anima rock, prima ti avevano impedito di tirarla fuori?
La Bertè mi ha conosciuto qui dice, ha avuto una vita intensa complicata, non può conoscere tutti, ha capito delle cose di me e vuole che tiri fuori grinta, certo non può essere così sempre in ogni testo, ma ci sto mettendo del mio davvero.
L’ho fatto sui palchi e nei live, tiravo fuori questa grinta. Negli ultimi anni son cresciuto artisticamente e mi stimola il genere nuovo. I fans di Loredana son gentili mi dicono che stiamo bene insieme. Uso tonalità nuove non mie, non è facile ma mi son calato a pieno e mi son divertito con lei.
 

Usi i social?
Si, devo dire che per me son stati uno stimolo forte, i social ti aiutano con chi ha voglia di scoprirti, ti fanno sentire la vicinanza del pubblico di chi ti stima, prima era con le lettere, ora con i social si assottigliano le distanze e anche grazie a loro io credo ancora in me stesso.
  
Cosa vuoi comunicare oggi artisticamente con la partecipazione a “Ora o mai più”?
L’esperienza. Per crescere musicalmente, i testi cerco sempre di curarli al meglio, cerco storie vissute da me o persone vicine a me, poi uscirà un nuovo singolo che sarà una sorpresa per molti. Conosceranno questa parte di Alessandro nuova, spero di fare una sorpresa gradita. Ma sempre con la semplicità che mi ha contraddistinto.
 
Grazie Alessandro

Grazie a voi Antonello

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