All’età di 14 anni forma il suo primo gruppo musicale chiamato “I Parsifal”. Inizia la carriera nella “Domenica in” del 1982 con il brano “Domani”. Partecipa al Festival di San Remo nel 1983 con un suo testo “È la vita” (di Paolo e Marco A. Armenise), classificandosi al 10º posto. L’anno dopo è 2° nel settore Nuove Proposte con “Solo con l’anima mia” testo di Carboni e musicato da Ron.
Nel 1985 è sempre a Sanremo con “Tu dimmi un cuore ce l’hai” (di Paolo e Marco A. Armenise), ottiene un 11º posto, ma sarà il brano di spicco della sua carriera. Partecipa a ben cinque Festival di San Remo; nel ‘94 riprende  a collaborare con Carboni creando il bellissimo testo sanremese “Essere Duri”. Tanti concerti, manifestazioni, partecipazioni televisive. Collabora anche col grande poeta paroliere Pasquale  Panella. Armani ha esplorato anche classici della melodia italiana col bellissimo album Parlami d’amore (2007).  Tra i suoi grandi  ritorni  televisivi La notte vola (2001) condotto dalla Cuccarini e Music farm (2004).

 
Marco sei emozionato per questo ritorno al grande pubblico con “Ora o mai più”?

Tantissimo, lo si vede in ogni puntata; non riesco a sbloccarmi e nella seconda puntata si è vista tutta questa emozione ma anche questa mia voglia di esplodere. Ma son sempre stato così.

Che atmosfera si respira dietro le quinte?
Mah…la giusta tensione di una gara pacifica. Certo si vuole vincere, non arrivare ultimi, consapevoli che è una bella occasione e comunque vada “Sarà un successo” come dice Chiambretti.

Giovanissimo hai collaborato con Luca Carboni, ce ne parli?
Sì nel ‘84 non aveva fatto ancora il suo lancio da cantautore, Ron mi scrisse la musica e Luca  il testo di “Solo con l’anima” per il San Remo di quell’anno. Poi lo rincontrai in aeroporto, già affermatissimo; rinacque così la voglia di collaborare e scrisse per me “Essere Duri” portata a San Remo nel ‘94.

Sei anche insegnante di canto; che cosa cerchi di passare ai tuoi allievi?
Oltre alla tecnica vocale, a tenere in allenamento questo muscolo e ad arrivare ad un’emissione calibrata della voce. Poi a prendere il lavoro con giusta serietà e giusta leggerezza. Il “tutto e subito” di certi giovani dei Talent, senza gavetta e senza una opportuna palestra di vita, può portare a gravi problemi  negli anni sulla  vita e carriera futura di giovani artisti.

Con chi leghi di più in trasmissione e dietro le quinte?
Essendo di natura un mite e un poco polemico direi con tutti, ma non sono un fesso e se ci dovessero essere dei giudizi pesanti e immotivati sono pronto a difendermi. Poi ho fatto presente che per meglio argomentare i Maestri dovrebbero esser davanti a noi non di traverso per un audio e giudizio secondo me più calibrato.

La trasmissione dimostra che ci sono artisti umili e artisti meno umili. La Musica Leggera è un ambiente difficile ?
Molto difficile; più si è mediocri e più si è presuntuosi. I grandi sono umili. Chi è tecnicamente preparato difficilmente fa ricorso allo spettacolo facile, attacchi, impennate, sa usare altre tecniche. Stevie Wonder e Billy Joel sono umili. Io li chiamo mezzi artisti questi arrivati ma mediocri, spesso non sono consapevoli di aver avuto dalla loro una grande fortuna dunque si credono  eccelsi, ma non mi emozionano molto.

Che tipo di rapporto hai coi social?
Non straordinario, non morboso. Non sono Gianni Morandi che li usa tantissimo. Ovviamente in momenti come questo cerco di andare incontro al pubblico. Amo esprimere emozioni, condividere con la gente  il momento  ma  non  sono il tipo che posta foto venti volte al giorno. A fine settembre uscirà un singolo che mi rappresenta e voglio continuare il mio rapporto col pubblico finché potrò.

Al tuo pubblico cosa vuoi dire ?
Che non li ho traditi, che non voglio essere giovanilistico e che il prossimo  mio singolo sarà universale, tratterà il bisogno di condividere e il bisogno di umanità, la voglia di umanità. Nella canzoni ci saranno delle mie frasi e dei contributi di un Poeta brasiliano, con  questa creazione  voglio donare una parte di me al pubblico.
 
Grazie Marco

Grazie a voi Antonello
 

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