Il CHANGING MAN per eccellenza scrive una nuova pagina della lunga carriera.
Un album esclusivamente (semi) acustico, orchestrale, dalle atmosfere soffuse, bluesy, folk, perfino jazz, a tratti.
Un episodio a sè stante, come ha tenuto a sottolineare, non una nuova direzione (tanto che è già pronto qualcosa per il prossimo album, un brano disco music, ad esempio !).

True Meanings è un viaggio nell’amato folk inglese (Tim Hardin, Nick Drake), in certe reminiscenze Style Council, nei Jam di “English rose” (una “punk” band che nel 1978 “osò” inserire un brano acustico nel terzo album “All mod cons”), nelle atmosfere di “Wild wood”.
Terreni già abbondantemente e con sapienza coltivati in passato da Paul Weller.

La qualità rimane come sempre molto alta, gli arrangiamenti superbi, la voce ferma, sempre più matura e a suo agio in ogni contesto.

Ma ancora una volta a farla da padrone è la PERSONALITA’ ARTISTICA di Weller, comune a pochi, da 40 anni orgogliosamente e costantemente ai vertici.
Come sempre una certezza.

Tra gli ospiti Rod Argent degli Zombies all’Hammond, un’apparizione fugace di Noel Gallagher, le leggende folk Martin Carthy e Danny Thompson a chitarra e basso.

Anche alcuni testi sono stati affidati, per la prima volta, ad altri.

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