“Cucina povera” è un buon disco della band emiliana manzOni che rappresenta uno spaccato della società italiana di oggi. La prima traccia “Mario in diretta tv” racconta di Mario intervistato in diretta tv che prende coscienza dell’assoluta mancanza di certezze del presente e nel futuo, anche se ha lavorato tutta una vita per costruire per i propri figli.  La traccia successiva “Dal diario, a mia madre”mediante arpeggi di chitarra e sonorità più introspettive ed intime, racconta la storia di un figlio che si reca da sua madre in ospedale. Una madre che, oramai consumata della vita, è in procinto di “andare” via, ma è del tutto serena. Il terzo pezzo “Scusami” è molto poetico, e grazie ad un testo scritto veramente bene, la band riesce a descrivere l’amore nella sua semplicità, totalità e forza. In “…ed ecco l’alba” l’inizio, lo svegliarsi, sembra voler delineare un’alba maledetta da mandare a quel paese, perché rappresenta la partenza alla monotonia della giornata di un lavoratore. Con “Una garzantina” la band propone sonorità dolci, che ben accompagnano il tema della canzone: l’amore. “A mio padre” è un pezzo che racconta il rapporto tra padri e figli, in un collage di ricordi, sigarette e dita ingiallite. “Dimmi se è vero” è un pezzo che definirei quasi onirico. “In Toscana” racconta di una coppia in un piccolo hotel in una giornata di pioggia. La coppia vive un amore sussurrato, in un sospiro di carezze. Il disco si conclude con “La strada” un pezzo molto bello ma forse un po’ lungo nella durata (dieci minuti circa). A mio avviso da comprare.

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