Doc Brown – Spiagge

Spiagge, è estratto dal nuovo disco dei DOC BROWN, Come Un Surfer. Il video è stato realizzato da Bendo Films.

Abbiamo scelto questo pezzo come primo singolo per la sua immediatezza e freschezza. È un brano molto diverso rispetto al resto del disco perché cercavamo un’atmosfera molto estiva, anche nel testo, e volevamo qualcosa che restasse al primo ascolto, tirato e up-tempo per avere un impatto diretto, così da rendere ancora più stridente il messaggio che ci sta dietro. Ovvero che, oggi più che mai, siamo schiavi delle banalità, abbiamo bisogno come il pane dei nostri luoghi comuni e delle nostre frasi fatte, che sono parte di noi e ci tengono ancorati alle nostre certezze e lontano dai cambiamenti che fanno sempre troppa paura, insomma sono il porto sicuro dove rifugiarci per non dover pensare troppo. Questa non è per forza una cosa negativa, ma di certo molto limitante e riduttiva, esattamente come dire che “le spiagge sono per ragazze”.

Questo brano, come tutto l’album, è stato prodotto con Davide Simonetta, che li ha portati a un diverso approccio nella scrittura e avvicinati a nuove influenze. Lo scambio artistico è stato molto stimolante per la band e ha dato al disco una completezza che forse non avevano ancora raggiunto.

Per quanto riguarda il titolo, abbiamo scelto Come Un Surfer perché la figura del surfer dà esattamente l’idea dell’attitudine che vorremmo avere nei confronti della vita per non arrenderci alla rassegnazione di questo periodo storico. Questo disco, infatti, parla proprio di come sia necessario fuggire dalla normalità di tutti i giorni per non esserne risucchiati. Noi siamo più o meno tutti trentenni, due di noi sono anche padri, ma guardandoci intorno ci accorgiamo di quante persone, anche molto più giovani, si accontentano troppo in fretta della vita, appagati dall’avere un lavoro, una casa, una famiglia e sacrificando ogni tipo di passione personale perché convinti che più di quello non si possa ormai ottenere. Senza avere l’arroganza di dover cambiare il mondo, noi ci sentiamo, più vicini a un surfer, che non si adagia sulle onde della vita ma cerca di provare a sfidarle, di andare oltre o quantomeno di non farsi sommergere.