Quattro chiacchiere con Mauro Pina

-Cosa ti ha spinto verso la musica?
Ci sono nato. È la mia natura. Chiamala indole, chiamala inclinazione. Quando hai una cosa nel DNA non ti fai domande. Ne sei attratto e la vivi.

-Quali sono i lati positivi e quelli negativi nell’essere musicisti?
Beh, I lati positivi chiaramente sono quelli che riguardano la professione. Vivere di quello che per te è naturale non ha prezzo. Per contro la vita da musicista, soprattutto se di questi tempi, implica sacrificio e tanta forza di volontà

-Raccontaci un po’ il tuo percorso artistico…
Suono da sempre. Qualsiasi cosa mi è finita tra le mani. Dai 13 anni mi esibisco live, varie band e tributi. Ho chilometri di palcoscenico alle spalle, ho scritto molto, ma non mi sono mai approcciato agli inediti esponendomi. L’ho fatto ora con il mio album “L’ho scritto io”. Meglio tardi che mai.

-Cosa è la musica per te?
La musica per me è vita. La mia vita. L’ho sempre messa davanti a tutto e tutti, forse alcune volte sbagliando… Ma mi è naturale farlo.

-Parliamo del nuovo album “L’ho scritto io”: come nasce?
L’ho scritto io nasce da anni di scrittura, come ti dicevo. Tanti pezzi “nel cassetto” tornati a galla ed ascoltati dalla mia produzione e dal rappresentante del Celentano’s club hanno dato vita alla scaletta che potete ascoltare oggi. Un percorso di 30 anni di musica.

-Progetti futuri?
Stiamo cercando di aprire le porte dell’esterno, stiamo lavorando al nuovo disco che vedrà anche incluso il singolo “Anima sola” in duetto con Francesca Alotta e cerchiamo sonorità più consone al periodo storico. Il primo lavoro l’ho volutamente cercato molto crudo, molto “live”.

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