LOST IN SPACE, un percorso di evoluzione artistica e di pensiero. L’intervista

Cosa vi ha spinto a fare musica?
La motivazione che ci ha spinto maggiormente a far musica è che ci piace suonare. Ognuno di noi è in simbiosi con il proprio strumento; siamo convinti di portare dei messaggi e delle esperienze che si avvicinano alla vita e alla realtà di tutti giorni.

Quali le emozioni prima e dopo un live?
Le emozioni che ci invadono prima di un live sono molteplici: l’adrenalina, la carica e l’ansia di dare a chi ci ascolta uno show coinvolgente emotivamente e musicalmente. Post show pervade subito la voglia di ripetere quello che appena è stato fatto e la curiosità di sapere com’è stato vissuto dal pubblico.

E’ difficile essere artisti oggi?

Oggi è difficile essere artisti, perché l’attenzione è volta a “fenomeni” del momento che sono molto distanti dalla realtà di portare avanti dei concetti longevi e costruttivi; questo rende tutto più difficile per una qualsiasi band che vorrebbe portare un’evoluzione artistica e di pensiero.

Raggiungere un proprio stile e identità, quanto è importante per un musicista?
L’identità di un musicista è in continua evoluzione, quindi è difficile restare chiuso in un “personaggio”. Lo stile di una band, per quanto riguarda il “look”, è fondamentale perché ti dà la possibilità di essere riconosciuto immediatamente. Per quanto riguarda lo “stile” musicale crediamo che ogni canzone abbia la sua identità; non siamo molto a favore delle formule preimpostate.

Consigliate ai nostri lettori di ascoltare la vostra musica. Perché dovrebbero farlo?
La motivazione per cui dovrebbero ascoltare il nostro album “Fuori di me” è che secondo noi molte persone possono riconoscersi tra i nostri versi; i nostri testi parlano di tutto ciò che ci circonda, dalla voglia di rivalsa alla routine, che a volte può risultare opprimente, o di momenti particolarmente pregni di sentimenti per qualcuno.