Quattro chiacchiere con i Rockets dagli anni ’70 al bellissimo ultimo album Wonderland

Partiamo dalle origini… rispetto agli anni 70 ad oggi, quale la vostra evoluzione artistica?
Credo che un’artista abbia, fortunatamente, una costante evoluzione nel tempo. Tutto quello che ti circonda, quello che ascolti, quello che succede a te o nel mondo fa si che , il tuo modo di comporre si evolve.
Per quanto ci riguarda, avendo la band subito grossi cambiamenti di musicisti, le cose sono cambiate. Di base, è rimasto la voglia di sfumature anni 80′ sia nella composizione che nel sound. Però, diciamo che oggi, compongo più canzone melodiche e pop che all’inizio della mia carriera.
Ogni membro del gruppo, porta la propria personalità, nel modo di suonare, di cantare,di scrivere. Questo fa si che il sound dei Rockets ne risente .Utilizzo ancora alcune frase col vocoder e il talk box: adoro quel sound. Amalgamo suoni di synth analogici con quelli di ultima generazione. Questo mix ci da un nostro sound sempre molto personale , pure essendo cambiato.
Sarebbe impossibile ed assurdo di cercare di ricreare quello che abbiamo inventato fine anni 70′.

Raggiungere un proprio stile e identità, quanto è stato importante per voi?
Beh, diciamo che l’identità e stile, sono 2 cose che non puoi stabilire a tavolino. Lo stile è frutto della tua maturazione musicale. L’identità va di pari passo.
Il solo fatto che , quando una persona che ascolta un nostro disco , ti dice, ” ..questi sono i Rockets…” è una vittoria.
Comunque, lo stile è come la classe… Cè l’hai o non cè l’hai… Non lo puoi inventare. Lo puoi migliorare.

Parliamo della vostra ultima fatica….
Wonderland è un concept album di 11 brani. Ogni brano ha una sua storia e una sua contaminazione musicale. Infatti si va da Bowie, a Vangelis,Freur, a 10 C.C, Supertramp,Men at work, Linkink Park, Imagine Dragons.
Circa 50 anni di musica.
E’ un disco fuori dai canoni attuali e cioè lo rende unico ed attuale.
All’inizio, i testi dei Rockets parlavano di vita nello spazio. Ho voluto chiamare l’album Wonderland in quanto nell’immaginario comune, Wonderland è un posto perfetto e stupendo ma immaginario. Invece per noi Wonderland esiste e si chiama TERRA!!!!!Quindi oggi i testi dei Rockets lanciano un’avvertimento.
Cerchiamo di preservare quanto possibile la cosa più bella che ci circonda : il nostro pianeta stupendo.
In studio ci abbiamo messo ciarda 3 anni. Questo album è frutto di una nutrita collaborazione. Innanzi tutto, i Bambini, il centro del concetto dell’album.
Grazie a 2 amici Pugliesi, Nuccio Cappiello dei Studi Adm di Bitonto e Gianvito Ventimiglia abbiamo organizzato dei cori di bambini ( almeno una ventina) per 4 produzione del disco. Sono poi stato ospite a Bitonto per finire e mixare la cover di Doot Doot .
Per la produzione in generale , ho avuto il piacere di incontrare , grazie all’amico ed ex mio batterista Bruno Durazzi, Michele Violante: un grandissimo professionista. Ho lavorato duro con lui per trovare il sound giusto di ogni canzone.
Poi una bellissima collaborazione con l’amico Tony Corizza con il quale abbiamo prodotto il primo singolo Kids from Mars, e l’amico Ricardo Sada che è stato per me, fonte di inspirazione per lo strumentale Nuclear Fallout.
Poi , largo ai giovane: ho collaborato per una song con una giovanissima ragazza Siciliana Cristiana Anania, per un brano che ADORO: We are One.Nello stesso brano ha partecipato un bravissimo rapper NewYorkese Noah. Poi la collaborazione con il mio pupillo Axel Cooper .
Sempre per i giovane, mi sono rivolto a Francesca Pastore (ElècktrArt) e Leonardo Festa ( Fl Graphics) per le copertine dei singoli e dell’album.Sempre avere e dare fiducia ai giovani. Sono il Futuro!

Avete una lunga storia di live, qual è la cosa che più vi “terrorizza” e quale quella che più vi emoziona di un live?
La cosa che più ci terrorizza? Sono 2:
-Ci sarà gente questa sera?
– Com’è il service audio ? Spesso ti ritrovi dei service non molto ben organizzati o poco professionali. Il sound è basilare quando fai concerti. Problemi di monitor o di balance davanti .Meno male che per le luci abbiamo il nostro angelo custode, Andrea Vega Vesnaver. Ci cura laser and lights.
La cosa che più ci emoziona. Personalmente è ricevere l’affetto del pubblico. Sentire che sei in simbiosi con loro mentre suoni.
Questa sensazione è una cosa unica che solo gli artisti che suonano possono capire.

Progetti futuri?
Direi che con Wonderland, si chiude il ciclo discografico dei Rockets.
Continueremo a fare concerti. Il 2020 darà luce ad altri 2 singoli più un inedito ” Free” già confezionato.
Inoltre,con la If Edizioni di Gianni Bono abbiamo in cantiere il numero 1 , previsto in primavera, del nostro fumetto. ebbene si, siamo diventati un fumetto. A novembre abbiamo presentato durante un nostro live a Lucca Comics il Numero ZERO del fumetto. Un numero davvero molto bello di 60 pagine che parla di Rockets del periodo silver, attuale e del work in progress del fumetto. Ne siamo davvero molto orgogliosi.